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CINEMA
15 Marzo 2025 - 18:45

Longlegs: Oz Perkins colpisce il bersaglio, ma non fa centro

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Longlegs (Oz Perkins, USA, 2024)
Longlegs: Oz Perkins colpisce il bersaglio, ma non fa centro

Dopo un promettente February – L’innocenza del male (2015), un anonimo Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016) e un solido Gretel e Hansel (2020), il figlio d’arte Oz Perkins torna nelle sale con il suo film più ambizioso, Longlegs.

Oregon, anni ’90. L’agente FBI Lee Harker (Maika Monroe, It Follows), nonostante la giovane età e la ben poca esperienza, riesce nell’impresa di arrestare un serial killer grazie ad una particolare forma di chiaroveggenza. Viene quindi affiancata all’agente Carter (Blair Underwood, L.A. Law) per dare la caccia al misterioso Longlegs (Nicolas Cage, Via da Las Vegas), assassino di famiglie che semina il terrore da oltre trent’anni. Da questo momento il killer torna prepotentemente nella vita di Harker.

Grazie ad una campagna marketing di quasi un anno basata su brevi teaser, messaggi registrati e indizi cifrati, l’attesa intorno a Longlegs ha raggiunto livelli altissimi. La spregiudicata strategia pubblicitaria ha premiato ogni sforzo: a fronte di una spesa di circa 10 milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati oltre 120.
Tuttavia, occorre sfatare la nomea di “nuovo Il silenzio degli innocenti” che si è generata intorno al film. Longlegs non ha in comune quasi nulla con il leggendario film del duo Starling-Lecter, se non una giovane e promettente agente dell’FBI come protagonista e la scena del primo arresto effettuato da Harker che ricorda molto quello ai danni di Buffalo Bill.
Ciò rende Longlegs meno interessante? Assolutamente no.
L’intero film è basato sul rapporto fra Harker e Longlegs, in cui i ruoli di cacciatore e preda sono tutt’altro che definiti. Se da un lato l’agente cerca di decifrare gli indizi disseminati dall’assassino, dall’altro è lui stesso a lasciare una scia di sangue e cadaveri che portino Harker esattamente dove vuole lui. Il rapporto fra i due personaggi viene dunque sviluppano su due binari: l’indagine in sé e il passato turbolento della giovane poliziotta.
Perkins ci immerge nella più classica -non per questo banale- atmosfera thriller: notti, fari di automobili che sezionano la nebbia, silenzi e l’asfissiante sensazione di essere osservati. Longlegs è perennemente avvertito come una minaccia e le tessere del suo macabro puzzle sparse lungo la strada di Harker non fanno altro che alimentare la paura nei suoi confronti. Lentamente scivoliamo in una dimensione horrorifica, dove emerge il tratto satanico dell’intera vicenda che porta ad un escalation di sangue e violenza. Perkins torna dunque sul tema luciferino già affrontato nella sua prima opera February. Opta per una regia straniante, che suggerisce perennemente una sensazione di disagio. Le inquadrature sono quasi sempre statiche, alla ricerca di una “simmetria distorta” in cui l’utilizzo dello zoom rappresenta l’unica fonte di movimento.

Longlegs presenta però un solo problema, ma gigantesco: Longlegs stesso.
Basti pensare che la prima volta in cui vediamo chiaramente il terribile assassino è in un emporio e viene preso in giro da una ragazzina alla cassa. Longlegs non è inquietante, non fa mai paura e rasenta il grottesco (se non il comico). L’aspetto pallido non sortisce minimamente un effetto simile a quello del leggendario Pinhead della saga di Hellraised, mentre il viso gonfio spaventa per la somiglianza con il peggiore Mickey Rourke.
Non a caso il film perde di mordente proprio con l’arresto di Longlegs, una costante minaccia che si rivela essere una cocente delusione.
La situazione si aggrava ulteriormente se si pensa alla madre di Harker (Alicia Witt, Vanilla Sky). Presentata come un personaggio secondario, ruba la scena fin dalla prima inquadratura e si rivela essere la vera mattatrice dell’intero film.
Degna di nota anche l’interpretazione portata in scena da Kiernan Shipka (Le terrificanti avventure di Sabrina). Tornata a lavorare insieme a Perkins dopo aver interpretato la disturbante protagonista di February, anche in Longlegs recita nei panni di una ragazza problematica legata al Diavolo, in questo caso una sopravvissuta ad uno dei massacri di Longlegs e da quel momento rimasta legata al killer. La stessa Lee Harker è una solida protagonista. Maika Monroe trasmette efficacemente l’angoscia e il terrore di una donna che ha seppellito i terribili eventi del proprio passato, ma che deve riesumarli per poter onorare il proprio dovere.

Oz Perkins realizza un solido thriller-horror, in cui emergono il suo talento e, soprattutto, una certa dose di autorialità. Ciò nonostante, come nei suoi film precedenti, manca sempre qualcosa per compiere il grande passo verso l’affermazione. È indubbio che sia comunque sulla strada giusta.
Che sia The Monkey, prossimo all’uscita nelle sale italiane, il film della sua definitiva consacrazione? Ai posteri l’ardua sentenza.

Francesco Sosta

Longlegs

Regia: Osgood Perkins
Data di uscita: 11/07/2024
Location: Salem (Oregon)

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