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CINEMA
12 Marzo 2025 - 18:03

LE RELIGIONI SPIEGATE CON IL MONOPOLI

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Heretic (Scott Beck, Bryan Woods, USA, 2024) e The Redeemers (Niko Kelkka, Miro Lahio, Finlandia, 2022)
LE RELIGIONI SPIEGATE CON IL MONOPOLI

Horror teosofico diretto da Scott Beck e Bryan Woods è Heretic, ora al cinema. I due registi sono quelli che hanno diretto i Quiet place e dimostrano come saper coniugare horror d’atmosfera, discorsi filosofici, giochi di società e gore. La miscela è quasi sempre ben misurata, nelle mani di un Hugh Grant sornione e molto ciarliero (ogni tanto un po' troppo…), ed è una riflessione sulle credenze, le mistificazioni, l’apparenza, la verità e la difficoltà di confutarla.

Due ragazze di fede mormone vanno di casa in casa per portare il loro verbo e per cercare di convertire più gente possibile. In una giornata piovosa suonano alla dimora di Mr. Reed facendosi assicurare che in casa, come da ferree regole di comportamento, ci sia una donna se no non possono entrare. Mr. Reed (Hugh Grant) assicura di avere con sé una moglie ma che è occupata a sfornare una torta di mirtilli. Le due un po' perché si fidano, un po' perché piove parecchio e si stanno bagnando come pulcini, entrano comunque sulla fiducia. Scopriranno presto che non solo la donna non esiste ma che l’uomo ha sigillato la porta e gioca con loro una partita intellettuale e minacciosa allo stesso tempo in cui loro sono interlocutrici e vittime. Le riempie di parole su quanto loro sono state condizionate nella scelta della religione da dogmi tutti da verificare, smonta le credenze religiose facendo paragoni con i giochi tipo il Monopoli e la sua evoluzione, parla di idee rubate e mistificazioni e apparentemente non si sa dove voglia parare. Intanto le due ragazze hanno sempre più paura che questo sia un pazzo serial killer…

Le argomentazioni sono anticipate fin da inizio film quando le due carinissime ragazze Sister Barnes e Sister Paxton (Sophie Thatcher e Chloe East) disquisiscono sulle menzogne della pubblicità e della contemporaneità prendendo ad esempio i preservativi king size (non è vero che sono più grandi degli altri…) e con Sister Paxton che afferma di aver avuto la rivelazione dell’anima guardando un porno… Poi ci penserà Hugh Grant con il suo “l’unica vera religione è il controllo” a cercare di dare un senso logico al tutto, confondendo le due ragazze e incartandosi in un discorso ambiguo. Infatti tutto il suo discorso sulle balle raccontate e fatte credere come vere e la sua dimostrazione come qualcuno usando le parole possa manipolare e controllare le persone, può essere un’accusa allo status quo e quindi giustificare i cambiamenti delle frange complottistiche e ribelli, dall’altra allo stesso modo potrebbe puntare il dito sulla propaganda antisistema anch’essa basata su bugie ed esagerazione, da Trump ai complottisti… Insomma quando non si sa più dove sta la verità e non si è più in grado di avere un’opinione oggettiva si crea confusione e si creano mostri, proprio come il Dr. Reed, come buona parte del mondo che ci circonda pure…

Tre personaggi, tante parole, atmosfere inquietanti e progressione ansiogena fino all’esplosione gore che lo spettatore a questo punto non può che accogliere come una liberazione catartica. Non sicuramente “il solito horror”, ogni tanto si incarta ma ha una certa valenza mischiando filosofia e truce spettacolo. (voto 6,5)

Il product placement, se lo è, è principalmente nelle parole come quando si deve decidere quale fast food è il migliore, e quando sembra prevalere Burger King, si arriva a decidere che invece è meglio Wendy’s. Nello stesso discorso invece vi è una pubblicità negativa per Taco Bell a causa del quale Sister Barnes ha nel passato rischiato di morire. Poi vi è naturalmente il Monopoli della Parker Bros. già citato.

Appena prima di Heretic ho visionato il film finlandese The Redeemers (Lunastajat, 2022) che si può trovare in qualche piattaforma di streaming. Il tema è simile, due fanatici religiosi, uomini stavolta e piuttosto truci, vanno anch’essi per il porta a porta di diffusione della loro fede (differentemente da quella delle ragazze è più una setta che non un credo religioso) e accidentalmente uccidono un “duro a comprendere”. Rimangono nella casa di costui il tempo necessario per ripulire i danni e si trovano coinvolti, all’arrivo di alcuni bizzarri personaggi, in un delirante gioco di ruolo in cui tutti devono fare una parte. I giocatori sembrano altrettanto fanatici dei due predicatori e l’ambiente si surriscalda tra equivoci e nuovi arrivi, diffidenze e ironia. Non certo prolisso come il precedente, ma anche questo, in maniera meno calibrata ma decisamente più grossolana, finirà in un bagno di sangue. Decisamente meno serioso e più goliardico, il film solo a tratti diverte (voto 5,5). Product placement miserrimo, con una citazione di Uber e un Audi utilizzata nel film.

Stefano Barbacini

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