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CINEMA
15 Marzo 2025 - 23:49

DIARIO VISIVO (Gli ultimi film della Fantastic Factory)

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La monja; Dal profondo delle tenebre
DIARIO VISIVO (Gli ultimi film della Fantastic Factory)

La monja (2005) prodotto dalla famosa o famigerata (secondo i punti di vista) coppia Yuzna-Fernandez fautori della rinascita del cinema fantastico spagnolo, è stato intitolato in Italia e internazionalmente come The nun, causando poi un po’ di confusione con il film successivo, appartenente all’universo di The Conjuring del 2018. Se quest’ultimo non è un gran che La monja è di gran lunga peggio… Incredibile come riesca ad inanellare un’ovvietà dietro l’altra senza pudore. Due donne si incontrano in un cimitero, sono sole una dice all’altra, dobbiamo incontrarci ti devo parlare… come se non potessero parlare subito lì, ma allora non potrebbe esserci la solita fola della donna che viene uccisa prima che possa parlare (e chiaramente chiunque lo ha già capito). In mezzo alla pioggia un’auto si ferma e naturalmente non parte più. Per il telefonino ovviamente non c’è campo… Vi sono tentativi di Pov lasciati a mezzo parafrasando The blair witch project. Quando poi si tenta lo switch nella trama per dare un certo interesse al tutto vi sono incongruenze che ne smontano la forza. La vendetta della suora che si trasforma in una terribile assassina resa con creazione digitale piuttosto brutta, non intriga ne sorprende. (voto 5-)

L’ultimo film prodotto dalla Fantastic Factory di Yuzna-Fernandez (prima che il giramondo Yuzna emigri in Indonesia per dar vita alla Komodo Film) è Dal profondo delle tenebre, titolo italiano di Beneath still waters anch’esso come La monja del 2005. Qui alla regia vi è Brian Yuzna in persona e vi si possono trovare sia le ossessioni visive del regista (corpi rivoltati, membra lacerate, Crowley e la magia nera, atmosfere lovcraftiane, riti orgiastici) che le mancanze tipiche della factory (i pochi soldi investiti danno vita ad effetti speciali al computer decisamente dimenticabili, pensare che ancora oggi in molti film sono insopportabili, si pensi a venti anni fa…). L’inizio non è affatto male con alcuni personaggi ritrovati incatenati al terreno in una torre che si scoprono cannibali. Vengono ritrovati da due bambini mentre il villaggio sta per essere sommerso dalle acque a seguito della costruzione di una diga. Uno dei due si ritroverà decollato. Quarant’anni dopo la figlia dell’ormai defunto sindaco della città, ritornata da Londra al passato con la figlia, e un fotoreporter subacqueo dovranno affrontare la magia nera di Mordecai Salas (adepto di Crowley e in possesso di un libro che sembra tanto il Necronomicon da Lovercraft), interpretato dallo smunto e inquietante Patrick Gordon, e il suo armamentario di fanghiglia assassina, zombie smembrati che risorgono dalle acque e superpoteri magici. Tra insensatezze e qualche nudo per lo più gratuito (in particolare quello, invero gradito, di Pilar Soto), intreccia varie vene di trama che trovano qualche momento interessante (soprattutto la città sommersa) ma per il resto scarsa originalità e bruttezza visiva. (voto 5). Tra il product placement Range Rover, Subacqua, D&C Whiskey, motori nautici Johnson, Nissan Terrano.

Stefano Barbacini

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